Trenta quintali di uva bianca da caricare, due viaggi fino al Dosso e una domanda che non potevo rimandare: che cosa faccio se le mie viti producono meno del previsto? Nel 2022 ho scelto di comprare uva per dare continuità al progetto delle bollicine che avevo avviato l’anno prima.

L’alternativa era fare pochissime bottiglie con la mia produzione. Sono andato invece in un vigneto che non era il mio, a prendere uva già raccolta da aggiungere a quella che mi aspettava in cantina. Il carico si misurava in quintali; il vino finito, invece, avrebbe richiesto anni di attesa.

Perché ho scelto di comprare uva per le bollicine

Il progetto era partito nell’annata precedente, quando avevamo vinificato anche la piccola parte di uva bianca del mio vigneto. Volevo continuare quel percorso. Questa volta, però, la quantità disponibile mi metteva davanti a una scelta: fare pochissime bottiglie oppure integrare la produzione con uva di un altro vigneto.

Ho scelto la seconda possibilità. L’uva della mia azienda era già al Dosso; quella acquistata sarebbe arrivata ad aggiungersi. Cercavo di dare continuità a un lavoro avviato, adattando il programma a quello che avevo effettivamente raccolto.

Alla fine della giornata avrei descritto questo acquisto come un’esigenza. Da una parte c’era chi aveva uva da cedere, dall’altra la mia necessità di completare il quantitativo per il progetto. Per me il passaggio importante era riconoscere il limite dell’annata e organizzare una risposta concreta.

Due viaggi per portare il carico al Dosso

La mattina il primo carico era pronto. Prima di fissare il peso, parlavamo ancora di una stima: dovevamo andare a pesare e capire quanta uva avessimo portato via. Il totale dichiarato alla fine resta intorno ai trenta quintali.

Il programma prevedeva due viaggi. Si andava al Dosso, si scaricava e si tornava a prendere il resto. Durante il secondo carico confrontavamo quanto avevamo già trasportato con quello che rimaneva da portare in cantina.

Le cassette pulite prima della pressa

Davanti all’uva il confronto passa alla maturazione dei grappoli e al modo in cui è stata preparata. Si notano le cassette piccole e la loro pulizia: in quelle che stiamo osservando non ci sono foglie mescolate ai grappoli.

Quella pulizia viene apprezzata nel confronto sul lavoro di raccolta. Portiamo alla pressa l’uva così preparata e parliamo di ciò che ne vogliamo ottenere. L’attenzione passa dal peso del carico a come lavorarlo, insieme alle persone che seguiranno il mosto e il vino.

In cantina mi affido all’esperienza di Luca e Matteo

Al Dosso la giornata prosegue con la pressatura. Con Luca e Matteo torno a fare domande su quello che accade all’uva e sulle scelte con cui viene lavorata. È anche il motivo per cui porto lì la mia produzione: voglio affidarmi alla loro esperienza.

Durante il confronto guardiamo il materiale dopo il passaggio in pressa e parliamo di quanto estrarre. La lavorazione viene seguita per il vino che abbiamo in mente. Il peso dell’uva portata in cantina è soltanto uno degli elementi: contano anche le decisioni prese su quel carico.

Seguendo il percorso del mosto arriviamo alla vasca d’acciaio. Mi vengono spiegati il raffreddamento, la separazione dei depositi e la preparazione alla fermentazione. Sono passaggi del lavoro svolto al Dosso, che danno un significato molto concreto alla scelta di far vinificare lì anche l’uva appena acquistata.

Il carico è arrivato, la bottiglia finita è ancora lontana

Quando faccio il punto, le quantità definitive di mosto sono ancora da confermare. Abbiamo integrato l’uva acquistata con la mia e avviato le prime lavorazioni; davanti resta il percorso della bollicina che vogliamo ottenere.

Nel programma di allora parlavo di almeno due anni di attesa. Mentre l’annata precedente continuava il proprio cammino, dovevo già avviare quella nuova. È una delle cose che volevo far conoscere raccontando queste giornate: le annate cominciano a convivere molto prima di diventare bottiglie da aprire.

Negli anni successivi mi sarei trovato anche davanti al problema opposto. Nella vendemmia 2025 a Stato Brado avrei dovuto organizzarmi per un’uva che sembrava molta più del solito. Nel 2022, invece, avevo scelto di cercarne altra per dare seguito al progetto.

Quella giornata si chiude con l’uva in cantina e un’annata messa in lavorazione. Il progetto poteva proseguire anche con una produzione mia più bassa del previsto. Il vino finito sarebbe arrivato dopo: per il momento avevo fatto una scelta, portato a termine i viaggi e affidato il carico alle persone con cui volevo seguirne il futuro.

Il video dell’acquisto dell’uva e della giornata in cantina

Il racconto accompagna il video originale di Matt The Farmer, pubblicato il 26 agosto 2022.

Chi sono

Matteo Fiocco

Sono Matteo Fiocco, agricoltore e autore di Matt The Farmer. Provo attrezzi e novità nella mia azienda agricola, cerco soluzioni utili e racconto l’esperienza sul campo. Orto, macchinari, animali e progetti sono occasioni per scoprire, fare domande e confrontarmi con la community.

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