Alle undici di sera siamo ancora fra rimorchi da attaccare e staccare, appena finita la raccolta. È una conclusione che dice molto della vendemmia meccanica: vedere una macchina avanzare veloce nel filare è soltanto una parte del lavoro. Intorno ci sono scarichi, trasporti, cantina e una vendemmiatrice da preparare per la giornata successiva.

Sono nei vigneti di Giampietro, in Romagna, e per me è la prima occasione per osservare una raccoglitrice automatica all’opera. La macchina è una New Holland Braud scavallante. La curiosità parte dal modo in cui stacca l’uva e arriva fino a ciò che serve per far funzionare tutta la giornata.

La scavallante lavora sui due lati del filare

La vendemmiatrice passa a cavallo della fila. L’interlocutore con cui parlo mi descrive i battitori come una serie di elementi che lavorano nella fascia dei grappoli, con intensità e frequenza regolabili dalla cabina. È un sistema di distacco diverso dal taglio del grappolo fatto con le forbici.

Gli acini che si staccano devono poi essere intercettati e portati ai serbatoi, insieme al succo recuperato. Il raccolto attraversa anche dispositivi che separano parte del materiale vegetale: nella spiegazione entrano la diraspatura e l’aspirazione delle foglie.

Il passaggio interessante è seguire l’uva lungo questa catena. La raccolta non consiste soltanto nel farla cadere: serve riceverla e gestire quello che la accompagna. Le regolazioni e le condizioni del prodotto incidono sul risultato descritto da chi sta lavorando.

Scuotimento, raccolta e pulizia sono passaggi collegati: basta seguirli per capire perché contano tanto le regolazioni. La documentazione New Holland della famiglia Braud approfondisce questi principi costruttivi; gli allestimenti variano secondo il modello.

Un ettaro in un’ora e mezza dipende dal vigneto

Quando chiedo dei tempi, la risposta parte da due domande: quanto sono lunghi i filari e quanta uva c’è? Se il carico di prodotto aumenta, mi viene spiegato, può essere necessario procedere più lentamente e scaricare più spesso.

Nella conversazione si parla di circa un’ora e mezza o due ore per un ettaro. È un riferimento del contesto che stiamo discutendo, non una misura cronometrata da me né una prestazione da garantire in qualsiasi vigneto. Il lavoro cambia con la quantità d’uva, la forma dell’appezzamento e gli scarichi necessari.

Con la raccolta manuale cambia anche l’organizzazione delle persone. Una comparazione utile considera le stesse condizioni di vigneto, quantità e qualità del prodotto raccolto: il numero dei raccoglitori, da solo, racconta poco del lavoro completo.

Anche i tralci entrano nella valutazione

La velocità ha senso insieme a ciò che succede alla vite. Durante il confronto viene riconosciuto che qualche tralcio può rompersi. Chi gestisce il vigneto valuta questo aspetto dentro il lavoro complessivo e nella scelta del legno da mantenere per la stagione successiva.

Il risultato si valuta anche sulla pianta che resta. Osservare i tralci dopo il passaggio aiuta a ragionare su regolazioni e gestione della stagione successiva; velocità e quantità raccolta vanno lette insieme a questo controllo.

La stessa attenzione al prodotto ritorna nella vendemmia 2025 a Stato Brado, con scelte e organizzazione diverse. Il punto comune è decidere che cosa si vuole portare in cantina e preparare il lavoro di conseguenza.

La macchina deve trovare pronti trasporto e cantina

Raccogliere rapidamente cambia quello che deve succedere fuori dal filare. Il rimorchio deve ricevere l’uva e il trasporto deve accompagnare il ritmo della raccolta. Nella conversazione emerge anche la presenza di succo e di una massa che si muove: un tema concreto per l’organizzazione del trasporto, da affrontare con mezzi idonei e nei rispettivi limiti d’impiego.

Parliamo poi della possibilità di raccogliere di notte, per consegnare uva a temperatura più bassa. L’interlocutore richiama subito la condizione che rende utile quella scelta: la cantina deve essere pronta a ricevere e lavorare il prodotto. Un vantaggio atteso all’ingresso non basta se il resto dell’organizzazione non tiene il passo.

Maturazione dell’uva, raccolta e ricevimento vanno quindi ragionati insieme. La temperatura all’arrivo è una parte del problema; la capacità di lavorare il prodotto al momento giusto è quella che lega il filare alla cantina.

Il lavaggio fa parte della giornata di vendemmia

Dopo la raccolta vedo lavare la macchina anche all’interno. La spiegazione richiama il succo, i residui zuccherini e le parti del sistema di raccolta sulle quali si depositano. È il lavoro meno evidente quando ci si concentra soltanto sulla capacità nei filari.

Pulizia, controlli e ingrassaggi entrano quindi nell’organizzazione quotidiana di chi usa la vendemmiatrice. Si eseguono secondo le procedure del costruttore per il modello e l’allestimento presenti: preparare bene il giorno successivo fa parte della raccolta di oggi.

Alla fine mi resta un criterio più utile del solo tempo per ettaro. Per valutare una vendemmia meccanica guardo anche che cosa arriva ai serbatoi, come stanno le viti e quanta organizzazione serve fra scarico e cantina. Il lavoro prosegue fino alla macchina pronta per ripartire: quei rimorchi ancora da muovere alle undici di sera ne sono la parte più concreta.

La giornata nei vigneti di Giampietro

Il contenuto originale è stato pubblicato su YouTube il 9 ottobre 2026 e dichiara la presenza di prodotti sponsorizzati; nei metadati letti non è identificato un partner specifico. La data è quella della pubblicazione, non delle riprese. La fonte identifica la famiglia New Holland Braud, senza permettere di stabilire qui modello e configurazione esatti.

Chi sono

Matteo Fiocco

Sono Matteo Fiocco, agricoltore e autore di Matt The Farmer. Provo attrezzi e novità nella mia azienda agricola, cerco soluzioni utili e racconto l’esperienza sul campo. Orto, macchinari, animali e progetti sono occasioni per scoprire, fare domande e confrontarmi con la community.

Altri articoli dell’autore →