Da una parte il bordo del telo si chiude, dall’altra rimane scoperto. È uno dei passaggi che spiegano meglio la mia esperienza con la pacciamatrice DSV: avere annotato le regolazioni non mi evita di controllare i primi metri e correggere quello che non sta lavorando come voglio.

Prima di raccontarla avevo già affrontato tre cicli: orto estivo, autunnale e preparazione di quello invernale. La macchina era entrata da alcuni mesi nella mia attrezzatura. Avevo aspettato proprio per capire dove mi aiutava e dove continuava a chiedermi attenzione, dal terreno fino al modo di guidare il trattore.

Come lavora il mio allestimento della pacciamatrice DSV

Per capire una regolazione, mi serve sapere che cosa deve ottenere ogni parte. Davanti c’è un rullo che prepara una superficie più regolare. Seguono gli assolcatori, che aprono i solchi destinati ad accogliere i margini del telo; le ruote accompagnano e tengono premuto il film, poi i rincalzatori riportano la terra sui bordi.

Il risultato dipende da questa sequenza. Se un passaggio non prepara bene il lavoro del successivo, me ne accorgo sul telo: un bordo rimane poco coperto oppure la stesura non esce come vorrei.

Nel mio caso ci sono anche due porta-manichetta. Sto preparando insalate disposte sfalsate sotto un telo già forato e ho scelto di posare due linee irrigue. È l’organizzazione di questo allestimento, costruita intorno alle aiuole che devo coltivare.

DSV lavora su una gamma con misure e configurazioni differenti. Il catalogo ufficiale delle pacciamatrici è il riferimento per discutere l’attrezzatura con il costruttore; per la mia esperienza contano soprattutto i componenti e le scelte appena descritti.

Il bordo del telo comincia a riuscire prima di stenderlo

La preparazione del terreno torna in ogni prova. Alla pacciamatrice deve arrivare una superficie su cui gli organi riescano ad aprire e richiudere il solco con regolarità. Se la terra non si lascia spostare come serve, inseguire la tensione del telo con altre regolazioni può diventare un lavoro senza fine.

Per questo affinamento mi trovo bene con l’erpice rotante. Cerco terra friabile e in tempera, adatta al passaggio successivo, senza trasformare la polverizzazione in un obiettivo da raggiungere a ogni costo. La prova dell’erpice da 170 centimetri prima della pacciamatura approfondisce proprio la scelta del momento e della finitura.

Conta anche ciò che rimane sul terreno. Durante questo lavoro incontro ancora qualche residuo di vegetazione: è un altro elemento da osservare quando qualcosa ostacola il passaggio della macchina. Preparazione del letto e regolazione dell’attrezzo devono essere ragionate insieme.

I primi metri servono a leggere il lavoro, anche dopo tre cicli

Su un lato il solco si apre e si richiude; sull’altro il rincalzo è insufficiente. Mi fermo su questa differenza, perché dice più di un’impostazione annotata sul quaderno: in quelle condizioni le due parti non stanno ottenendo lo stesso risultato.

Nel mio allestimento anche l’orientamento delle ruote entra nella ricerca della tensione del film. Pressione delle molle, posizione degli organi e larghezza vanno però riferite alla macchina, al telo e al terreno effettivi. La prova mi ha insegnato a osservare l’effetto delle correzioni, non mi ha consegnato una regolazione unica da trasferire a tutte le pacciamatrici.

Le regolazioni, la pulizia e la gestione degli inceppamenti richiedono le procedure di arresto e messa in sicurezza previste dal costruttore. L’INAIL richiama il ruolo del manuale d’uso e manutenzione: capire la funzione di un componente è una parte del lavoro, mentre intervenire sull’attrezzatura richiede condizioni e modalità proprie.

La guida del trattore si vede nella linea del telo

Il trattore con cui lavoro ha l’idroguida. In questa lavorazione mi accorgo di quanto una piccola correzione di sterzo possa spostare la traiettoria. La macchina può essere regolata bene e lasciare comunque una linea poco diritta se io non riesco a mantenerla.

Preferisco avanzare lentamente e cercare una velocità costante. Quando il telo comincia a uscire ben teso, quel ritmo mi aiuta a mantenere il lavoro. Le ripartenze sono un altro punto da curare, perché una variazione brusca cambia le condizioni della stesura.

È anche il motivo per cui avrei voluto più tempo per fare pratica prima dei trapianti. Ero partito ad aprile, quando già si correva. Il consiglio che ricavo dall’esperienza è lasciare spazio alle prove nell’organizzazione dell’azienda, prima di arrivare alla giornata in cui ogni ritardo sposta il lavoro successivo.

Un rotolo incompatibile può fermare anche una macchina regolata

Durante una passata la manichetta si inceppa. Il problema mi riporta alla sistemazione dei rotoli sul mio allestimento: avevo già teli e materiali prima di scegliere la pacciamatrice, e avevo dovuto adattare il lavoro a quella situazione.

Da qui una verifica molto concreta prima dell’acquisto dei consumabili: dimensioni e caratteristiche del rotolo devono rientrare nella configurazione ammessa dalla macchina. Un telo della larghezza desiderata per l’aiuola non è automaticamente il rotolo giusto da montare; anche il percorso della manichetta deve essere compatibile con i suoi supporti.

Le mie aiuole sono piuttosto corte, quindi raggiungo spesso la fine della corsa e devo predisporre una nuova stesura. È tempo che entra nell’organizzazione del lavoro, insieme alla disponibilità dei rotoli e alla preparazione del terreno.

Il risultato che cercavo e la prova che rimane da fare

Alla fine il telo esce teso e i bordi vengono coperti come desidero. È il risultato della giornata; i trapianti sono programmati per il giorno successivo. Le prime stesure non mi erano riuscite altrettanto bene, e anche in questo ciclo sono servite correzioni.

Con DSV apprezzo la possibilità di confrontarmi sull’allestimento e sulle esigenze del mio lavoro. Una macchina così entra davvero nell’azienda quando riesco a far dialogare ciò che coltivo, i materiali che monto e il terreno su cui devo passare.

Dopo tre cicli, il criterio che mi aiuta è controllare l’intera sequenza: il solco si apre bene, il telo viene accompagnato senza problemi, i bordi ricevono terra e l’avanzamento rimane regolare? La risposta si trova nei primi metri lavorati. Da lì capisco se continuare o fermarmi per correggere, prima di stendere tutta l’aiuola con lo stesso difetto.

La prova completa della pacciamatrice

Il video originale è stato pubblicato l’8 settembre 2025. Raccoglie l’esperienza dei primi cicli, i passaggi in campo e le difficoltà incontrate con regolazioni e materiali.

Trasparenza: il video originale contiene prodotti sponsorizzati e presenta la pacciamatrice DSV.

Chi sono

Matteo Fiocco

Sono Matteo Fiocco, agricoltore e autore di Matt The Farmer. Provo attrezzi e novità nella mia azienda agricola, cerco soluzioni utili e racconto l’esperienza sul campo. Orto, macchinari, animali e progetti sono occasioni per scoprire, fare domande e confrontarmi con la community.

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