Un pereto affronta il caldo e la prima risposta sembra ovvia: dare più acqua. La visita che ho fatto in provincia di Bologna mi ha portato dentro una domanda più interessante: come cambia l’irrigazione del pero quando cambiano insieme clima, radici e risposta della pianta? È il problema su cui lavora PEWU, un progetto che mette in relazione prove in azienda e consiglio irriguo.

Il punto sorprendente è che due esigenze possono stare nello stesso ragionamento: fronteggiare un fabbisogno mutato ed evitare di eccedere con un intervento. Per capire come, bisogna scendere dal dato generale al singolo frutteto.

Prima di cambiare il programma, leggere il clima

Il progetto PEWU, Pear Efficiency Water Use, nasce per studiare una gestione dell’acqua più efficiente e adatta al pero. ASTRA Innovazione e Sviluppo è capofila; Ri.Nova segue il coordinamento e il CER figura fra i partner scientifici. Le aziende e le organizzazioni di produttori partecipano alle prove sul territorio.

I ricercatori partono da piogge e temperature: quantità d’acqua, distribuzione degli eventi e ondate di calore. Nella spiegazione che ascolto, l’attenzione va in particolare ad Abate Fetel e agli areali emiliano-romagnoli in cui il pero è una coltura importante. L’obiettivo è capire quanto le abitudini irrigue costruite nel tempo rispondano ancora alle condizioni attuali.

Il tecnico del CER presenta una simulazione del bilancio idrico che confronta il periodo più recente con il ventennio precedente. In alcune aree, riferisce, emergono esigenze irrigue aumentate fino al 40%. Quel numero descrive il confronto simulato illustrato dal tecnico: non è una quantità da aggiungere automaticamente all’acqua di ogni azienda.

Le radici devono poter raggiungere l’acqua

Un fabbisogno stimato è soltanto un pezzo della decisione. L’impianto distribuisce acqua in un certo volume di terreno; le radici ne esplorano un altro, che dipende anche dal portinnesto. Capire come questi due volumi si incontrano è una parte centrale del lavoro presentato.

Le prove considerano perciò sistemi irrigui e portinnesti diversi. La scheda ufficiale PEWU indica proprio l’obiettivo di fornire indicazioni sostenute da dati sperimentali e dalle caratteristiche degli impianti. La ricerca riguarda la gestione del pereto, non la scelta di un componente isolato.

Per un agricoltore è un cambio di domanda concreto. Oltre a sapere quanta acqua è disponibile, serve capire dove arriva nel suolo, quale parte intercettano le radici e come si comporta l’impianto. È il collegamento fra l’acqua che arriva dai bacini irrigui fino ai frutteti e la decisione che si prende dentro il proprio appezzamento.

Con le ondate di calore conta anche la risposta del pero

La spiegazione del CER aggiunge una variabile meno immediata. In condizioni di forte caldo, il tecnico riferisce una riduzione della fotosintesi e della traspirazione del pero osservata nel lavoro di ricerca. Usare soltanto la stima climatica, ignorando quella risposta, può portare a dare più acqua di quella che la coltura sta utilizzando in quel momento.

Nello stesso tempo, la disponibilità idrica vicino alle radici e la temperatura del terreno restano importanti. È questa combinazione a rendere insufficiente una regola del tipo “fa più caldo, apro di più”. Nella sperimentazione si ragiona anche sulle zone che si saturano vicino agli erogatori e sul frazionamento degli apporti.

Orari, soglie e numero di cicli acquistano significato insieme al suolo, al portinnesto, all’impianto e al protocollo della prova. Il dato interessante è il legame fra questi elementi: cambiare soltanto il timer lascia fuori una parte della risposta della pianta.

Tre domande dietro le prove irrigue

Una linea di lavoro riguarda l’automazione: mantenere la disponibilità d’acqua nella zona radicale con una gestione che segua i dati raccolti. Un’altra studia deficit idrici controllati in fasi selezionate. La terza confronta la risposta di diversi sistemi irrigui e portinnesti.

La parola “controllati” è decisiva. Un deficit sperimentale ha condizioni, misure e un obiettivo da verificare. Per trasferire una strategia al pereto aziendale occorre confrontare quelle condizioni con il proprio impianto e seguirne la risposta insieme al tecnico; lo stesso vale per il frazionamento degli interventi.

La relazione tecnica Ri.Nova del 2025, nella sezione PEWU, collega queste attività al bilancio idrico, agli apparati radicali e alle temperature del suolo. Le presenta come un percorso di ricerca con risultati attesi: è il contesto nel quale leggere anche le soluzioni discusse durante la visita.

Dal campo sperimentale a un consiglio da usare in azienda

Il passaggio proposto è portare queste informazioni nel consiglio irriguo, anche attraverso l’integrazione con Irriframe, il sistema di supporto alle decisioni del CER. L’idea è adattare il consiglio alle caratteristiche aziendali e all’andamento della stagione, invece di ripetere lo stesso programma indipendentemente da ciò che cambia.

La visita mi lascia soprattutto questa utilità: avere domande migliori da discutere con l’agronomo. Qual è il mio terreno? Quale portinnesto ho? Che volume bagna davvero l’impianto? Quali dati servono per valutare la risposta delle piante? Il dato sperimentale diventa interessante quando posso ricondurlo a queste condizioni.

La cura dell’irrigazione del pero passa da qui: riconoscere il problema, capire a quali condizioni si riferiscono i risultati e scegliere il passo successivo con chi conosce il frutteto. È un lavoro più esigente di un timer da impostare una volta, ma è anche ciò che rende utile incontrare chi sperimenta.

La visita al progetto PEWU

Il contenuto originale è stato pubblicato su YouTube il 29 settembre 2026 e contiene prodotti sponsorizzati. La descrizione dichiara la collaborazione con Ri.Nova, ASTRA Innovazione, Granfrutta Zani, Dinamica, Agrintesa, Orogel, Fruit Modena e CER. La data riguarda la pubblicazione, non il giorno delle riprese. La scheda ufficiale indica un progetto con durata dal 2 maggio 2024 al 30 aprile 2027.

Chi sono

Matteo Fiocco

Sono Matteo Fiocco, agricoltore e autore di Matt The Farmer. Provo attrezzi e novità nella mia azienda agricola, cerco soluzioni utili e racconto l’esperienza sul campo. Orto, macchinari, animali e progetti sono occasioni per scoprire, fare domande e confrontarmi con la community.

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