La pompa del pozzo aveva circa tre anni, portava ancora acqua all’azienda e continuava a fare il suo lavoro. Eppure consumava troppo rispetto a quello che ottenevo. Ho scelto di cambiarla e rifare l’impianto in autunno, quando potevo tollerare un fermo: volevo arrivare alla stagione irrigua con un sistema già provato sulle esigenze reali di orto, serra, giardino e animali.
Il confronto prima e dopo ha dato un risultato che per me conta: circa il 30% di energia in meno nelle misurazioni che ho raccolto. Dietro quel numero ci sono però due cambiamenti avvenuti insieme, il dimensionamento della pompa e il nuovo sistema con motore a magneti permanenti e inverter. Per capire il lavoro bisogna partire da entrambi.
L’acqua arrivava, ma la prima pompa era stata scelta senza dimensionarla bene
Quando avevo realizzato il pozzo, mi ero preoccupato poco della scelta della pompa. Ne avevo installata una senza farmi consigliare abbastanza: l’impianto funzionava, ma nel tempo avevo visto consumi elevati e prestazioni limitate rispetto all’assorbimento. La vecchia pompa ha retto fino alla sostituzione; il problema era come stava lavorando dentro il mio impianto.
Con i tecnici Franklin Electric siamo ripartiti dalle richieste d’acqua dell’azienda. Ho settori a goccia e irrigatori con esigenze diverse, oltre ai piccoli prelievi per gli animali. Nel lavoro di scelta e taratura, la curva della pompa serve a mettere in relazione la portata richiesta e la pressione necessaria, cercando un campo di funzionamento adatto. Il collaudo doveva verificare più combinazioni d’uso.
Il 30% in meno riguarda il confronto sul mio pozzo
Avevo tenuto traccia dei consumi della vecchia pompa e ho ripetuto le misurazioni dopo l’intervento. Il risparmio di circa il 30% è il risultato riferito a questo cambio di impianto: la pompa precedente lavorava in condizioni poco adatte, quella nuova è stata scelta e regolata sulle utenze dell’azienda.
Insieme al dimensionamento è cambiata la tecnologia del motore, passando a un sistema Franklin Electric a magneti permanenti con inverter. I due effetti sono presenti nello stesso confronto; quel dato non permette di attribuire tutta la differenza al solo motore, né di prevedere la stessa percentuale su un altro pozzo. Per valutarne l’effetto altrove servono i consumi e le condizioni di quell’impianto.
Inverter, vaso di espansione e sensori fanno parte del risultato
L’intervento ha compreso l’estrazione della vecchia pompa, la sostituzione dei comandi e l’installazione del nuovo sistema. La parte idraulica ha mantenuto le mandate necessarie all’azienda, ma è stata rifatta da un idraulico professionista. Anche i raccordi che avevo montato in precedenza hanno lasciato posto a una sistemazione più curata.
Abbiamo aggiunto un vaso di espansione per gestire i piccoli prelievi senza richiedere ogni volta l’avvio della pompa. L’esempio che mi interessa è quotidiano: gli animali bevono e il consumo d’acqua può essere molto breve. Poi sono arrivati il tappo del pozzo, nuovi manometri e un sensore collegato all’inverter, per seguire il funzionamento dell’impianto.
Il quadro e l’inverter sono diventati il punto da cui controllare e configurare il sistema. La documentazione Franklin Electric sui convertitori di frequenza descrive funzioni di regolazione della velocità, configurazione tramite app e supporto remoto. Sono funzioni da abbinare al sistema corretto: nel mio caso entrano nel lavoro di messa in servizio seguito dai tecnici.
La prova della pompa del pozzo passa dai settori che uso davvero
Prima di chiudere la taratura, mi hanno chiesto come funziona l’azienda e di quanta acqua ho bisogno nelle varie situazioni. I tecnici erano sul posto, con l’assistenza Franklin collegata da remoto; io aprivo e chiudevo le utenze. Sul primo assetto del goccia a goccia usato più spesso, la lettura comunicata durante la prova era di circa 7 metri cubi all’ora e 2 bar. Era un punto da verificare insieme agli altri.
Abbiamo aperto ulteriori aree per aumentare la richiesta, poi siamo passati agli irrigatori del giardino. Sono andato a controllarli: si alzavano e l’acqua arrivava. Intanto i tecnici leggevano portata e pressione e confermavano che i punti provati rientravano nel campo di lavoro previsto per la pompa.
L’ultima prova è stata chiudere le utenze e verificare l’arresto. Il collaudo ha così attraversato uso abituale, richieste maggiori, irrigatori e chiusura dell’impianto. È questo insieme di verifiche a dare significato alla regolazione: le pressioni citate appartengono alle prove del mio sistema e non sono valori da trasferire automaticamente a un’altra installazione.
Programmare il lavoro prima che l’acqua serva al massimo
Ho fatto l’intervento in autunno perché la richiesta d’acqua era minore e potevo permettermi, se necessario, uno o due giorni di fermo. La serra continuava comunque ad averne bisogno: anche nel periodo meno impegnativo, l’acqua restava un servizio da organizzare. Il vantaggio era poter lavorare prima dei mesi in cui ogni interruzione sarebbe stata più complicata da gestire.
Con l’app posso conservare uno storico e parlare con i tecnici se le esigenze cambiano. La lezione che mi porto via parte proprio dall’errore iniziale: prima di scegliere una pompa del pozzo, vale la pena descrivere bene a chi la dimensiona come verrà usata. Utenze, combinazioni aperte insieme e consumi del sistema esistente sono il punto di partenza per costruire un confronto utile e poi provarlo in campo.
La scelta dell’impianto nasce anche dalle condizioni del fondo: trovi gli altri punti nel percorso sulle verifiche prima di comprare un terreno agricolo.
Il rifacimento del pozzo e le prove complete
Il video originale è stato pubblicato il 29 dicembre 2025, in collaborazione con Franklin Electric, e contiene prodotti sponsorizzati. Il risultato dei consumi è quello riferito allora al mio impianto. Il primo episodio è dedicato alla scelta della pompa.
Guarda il video
Fonte: video originale di Matt The Farmer su YouTube.