Nel mio pollaio domestico ci sono tre spazi: il pascolo, il recinto protetto e i ricoveri con nido e posatoio. Le galline hanno posto per razzolare e io posso togliere le parti da lavare. Quando arriva una chioccia con i pulcini, però, anche una grata o una scaletta vanno ripensate.
Pascolo e recinto: come uso i due spazi
Il pascolo è la zona esterna recintata. Qui le galline razzolano tra l’erba e gli alberi da frutto, che fanno ombra anche sul pollaio. Ho piante che perdono le foglie: riparano dal sole d’estate e lasciano passare più luce d’inverno.
Il recinto collegato ai ricoveri ha una rete che prosegue sotto terra e una porta elettrica che apre e chiude automaticamente. Al momento delle riprese avevamo visto una volpe dalle telecamere e stavamo limitando le uscite: lo spazio interno era diventato ancora più importante.
Nido, posatoio e pulizia del pollaio
Nei ricoveri tengo separati il posatoio, dove le galline dormono, e il nido, dove depongono le uova. Nel nido uso lo scarto di fieno che le pecore non mangiano; sotto il posatoio c’è invece un raccoglitore delle deiezioni che posso togliere per pulire.

La comodità dei ricoveri che uso è poter rimuovere i componenti, raggiungere le superfici sporche e lavarli con acqua. Durante il lavaggio chiudo l’accesso al nido per tenere asciutto il fieno; quando ho finito, lo riapro.
Con la configurazione ordinaria faccio questa pulizia circa ogni quattro o cinque giorni. Quando tolgo la grata per i pulcini, il ricovero si sporca molto di più e passo a pulirlo ogni due giorni: è il lavoro in più che richiede quella modifica nel mio pollaio.
Cosa cambio quando arrivano i pulcini
In passato mi è capitato di trovare pulcini incastrati nella grata o caduti sotto, purtroppo anche morti. Per questo, con la chioccia e i piccoli, ho tolto sia la grata sia la divisione interna del nido, accettando di dover pulire più spesso.
Per raggiungere il ricovero i pulcini hanno una salita diversa da quella originale. Seguono la chioccia, e ho scelto questa soluzione per aiutarli a salire.

Per la loro acqua uso un recipiente basso e pesante. La profondità ridotta conta per il rischio di annegamento; il peso mi aiuta perché da lì passano e bevono anche le galline adulte.
Due modifiche a mangiatoia e abbeveratoio
La mangiatoia la uso da anni. Ho aggiunto un elemento in plastica vicino all’apertura, perché le galline selezionavano il cibo e ne tiravano fuori troppo. Con quella modifica riescono meno facilmente a spargere il mangime mentre mangiano.
L’abbeveratoio degli adulti è collegato alla presa dell’acqua e si riempie con un galleggiante. Ho protetto il meccanismo perché le galline, curiose, si avvicinavano a quella parte. Pulisco il recipiente e lascio ripartire il riempimento.
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