In superficie vedo zolle ancora troppo grosse per i teli. Sotto, la terra è bagnata. Ho già provato l’erpice rotante, incombono altre piogge e devo preparare il campo ai trapianti. È in questa situazione che metto alla prova il vibrocoltivatore DSV appena arrivato: voglio vedere come smuove il terreno e che cosa lascia dietro di sé.

Chiedo pareri e ricevo risposte diverse. C’è chi aspetterebbe, chi tornerebbe con il rotante. Io scelgo di sperimentare il nuovo attrezzo, con una verifica ancora aperta: il terreno si asciugherà abbastanza per il passaggio successivo?

Il vibrocoltivatore DSV incontra un campo ancora bagnato

Il problema non è soltanto rendere la superficie più fine. Sotto le prime zolle c’è umidità che complica il lavoro. La mia idea è smuovere lo strato interessato per vedere se, nei giorni seguenti, possa diventare più lavorabile.

È una scelta fatta in condizioni difficili. L’Iowa State University spiega che lavorare un suolo troppo umido può peggiorarne compattazione e struttura. Perciò questa prova va letta tenendo insieme ciò che osservo subito e ciò che resta da controllare dopo; non dimostra che entrare su un campo fradicio sia il modo consigliato per asciugarlo.

Il modello è il VibroPac a tre file da 160 centimetri

L’attrezzo collegato nella descrizione originale è il DSV VibroPac a tre file da 160 cm. Nella scheda del costruttore sono indicati l’attacco a tre punti e le molle di lavoro, insieme agli accessori previsti per quel modello.

In campo mi interessa osservare proprio il loro movimento. Dopo il primo tratto scendo dal trattore e torno sulle zolle: è l’effetto di smuovimento che cercavo. Ci sono anche punti in cui mi sono impacciato di più, e li confronto con quelli in cui il passaggio è riuscito meglio.

La soddisfazione è immediata, ma riguarda quella lavorazione. Un campo che appare più mosso non è, per questo solo fatto, già pronto per essere seminato o coperto. La risposta dell’umidità richiede tempo e un altro controllo.

Il Minitauro porta a termine il lavoro, con i suoi limiti

Il vecchio Minitauro fa la sua parte. In certi tratti sento però che la trazione è al limite e penso al margine che avrei avuto con quattro ruote motrici. È uno dei motivi per cui non basta giudicare l’attrezzo da solo.

Guardo anche le larghezze: il vibrocoltivatore è da 160 centimetri, mentre per il trattore considero circa 165 centimetri. Mi viene da ragionare su una misura maggiore, per coprire meglio il passaggio, ma larghezza utile e capacità di tiro devono restare compatibili.

Terreno, trattore, attacco e sollevamento fanno parte dello stesso abbinamento. La presentazione del mio trattore e dei suoi attacchi aiuta a ritrovare il contesto della macchina con cui sto lavorando.

Il rullo è un’idea per un altro assetto

Dopo il passaggio mi soffermo sugli agganci posteriori. Penso a un rullo che possa completare il lavoro sulle zolle e sulla superficie quando le condizioni lo consentiranno.

È un accessorio su cui devo ancora farmi un’idea precisa. Nella prova non è montato e non voglio usarlo su quel terreno così bagnato. La scheda DSV permette di verificare gli optional del modello; non basta trovare un rullo della stessa larghezza per considerarlo compatibile.

Prima di ripassare, il controllo torna nel terreno

Nelle zone più umide racconto di essere rimasto più superficiale. Sto cercando di preparare uno strato su cui poter tornare, non di rivoltare tutta la profondità possibile. Quanto si è davvero asciugato andrà verificato, senza dedurlo dall’aspetto della sola superficie.

Per fare un confronto utile si può osservare anche una piccola porzione di terreno con una vanga, valutando consistenza e differenze fra aree. È uno degli strumenti richiamati dall’Iowa State University per controllare la compattazione: l’osservazione va interpretata insieme all’umidità, perché la resistenza cambia molto tra suolo asciutto e bagnato.

Il confronto con l’erpice rotante RH170G continua da qui. Ripassare con un altro attrezzo ha senso solo se il terreno e il lavoro successivo lo richiedono.

Vibrocoltivatore DSV: che cosa mi lascia questa prima prova

Mi piace il movimento delle zolle e sono contento che il Minitauro abbia portato a termine il lavoro. Riconosco anche che la prima scelta con il rotante non aveva risolto il problema come speravo. Sto imparando a leggere quel campo, oltre a provare una macchina nuova.

La conclusione di questa giornata è un risultato osservato e una domanda ancora da verificare. L’attrezzo ha smosso il terreno; per decidere il prossimo passaggio devo tornarci e controllarne le condizioni. I teli e la pacciamatrice arrivano dopo quella valutazione, non al posto suo.

Prova raccontata nel maggio 2025. Il video di approfondimento contiene una presentazione del vibrocoltivatore DSV e prodotti sponsorizzati.

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Guarda il video

Fonte: video originale di Matt The Farmer su YouTube.

Chi sono

Matteo Fiocco

Sono Matteo Fiocco, agricoltore e autore di Matt The Farmer. Provo attrezzi e novità nella mia azienda agricola, cerco soluzioni utili e racconto l’esperienza sul campo. Orto, macchinari, animali e progetti sono occasioni per scoprire, fare domande e confrontarmi con la community.

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