Il ramo cresce dritto verso l’alto e la tentazione è di tagliarlo subito. Con Marco, però, mi fermo: quel germoglio potrebbe servire a ricostruire una parte della chioma. Riconoscere polloni e succhioni dell’olivo è il primo passo; capire quali conservare è quello che cambia davvero la potatura.

Nel suo oliveto partiamo da una pianta adulta. Scendiamo alla base, risaliamo lungo il tronco e arriviamo ai rami che potranno portare le prossime olive. La forbice segue questo percorso: prima osservare, poi scegliere, infine tagliare.

Polloni e succhioni dell’olivo: la posizione aiuta a riconoscerli

Al piede della pianta troviamo i polloni: ricacci vigorosi che partono dalla zona basale. Più in alto, sul tronco e sulle branche, ci sono i succhioni, spesso molto verticali. Nel linguaggio del lavoro i nomi a volte si sovrappongono; per decidere mi interessa guardare soprattutto da dove nasce il germoglio e dove sta andando.

Sull’olivo che abbiamo davanti Marco elimina i polloni basali. Liberando il piede emerge meglio la struttura del tronco, con quelle cordonature che lui mi indica come parti da rispettare anche quando si passa con le attrezzature. La pulizia comincia dalla pianta, ma continua nei lavori attorno: urtare la base con un mezzo può lasciare danni che una bella chioma non compensa.

I ricacci piccoli raccontano quanto spesso si torna sulla pianta

Dentro la chioma molti germogli sono lunghi ma ancora sottili. Marco mi spiega che quell’olivo viene potato regolarmente: i ricacci vengono controllati prima che occupino molto spazio. Poi ne troviamo uno dimenticato per più stagioni, ormai ben più sviluppato degli altri.

È un confronto immediato. Il ramo che oggi sembra trascurabile può diventare un intervento più impegnativo se lo si lascia crescere senza un motivo. Questo non significa ripulire l’interno fino a svuotarlo: significa tornarci con un progetto e vedere quali germogli lo stanno seguendo.

Per inquadrare anche la distribuzione delle branche puoi leggere il percorso sulla potatura dell’olivo a vaso policonico. Qui il punto è più preciso: scegliere il futuro dei singoli ricacci.

Quando un succhione diventa una riserva per la chioma

A un certo punto Marco lascia proprio un germoglio che avrei potuto considerare di troppo. La branca vicina ha una porzione interna danneggiata; quel ricaccio, nella posizione giusta, può diventare una possibilità di rinnovo.

Ne conserva anche altri nella stessa zona. Per ora sono piccoli e gli permettono di tenere aperte più possibilità. Dopo averne osservato lo sviluppo potrà scegliere quali accompagnare nella ricostruzione della chioma. Non sta rimandando la potatura: sta distribuendo la scelta nel tempo.

Un germoglio vigoroso non è automaticamente inutile. Prima di eliminarlo conviene domandarsi se ingombra una struttura già completa oppure se può sostituire una parte che si sta perdendo. Età della pianta, stato della branca e direzione del ramo rendono diversa la risposta. Il ragionamento ritorna anche nella riforma di un olivo abbandonato.

Le prossime olive si preparano sul legno dell’anno prima

Per capire che cosa lasciare Marco mi fa seguire un ramo fino alla punta. In un tratto sono rimaste ancora alcune olive; oltre, si riconosce l’allungamento cresciuto nella stagione precedente. Siamo all’inizio del 2025: quella crescita del 2024 è la parte da considerare per la produzione successiva.

L’olivo fruttifica sui germogli dell’anno precedente, un riferimento spiegato anche dalla University of California nella sua descrizione del ciclo dell’olivo. Non significa che ogni rametto porterà certamente olive; aiuta a capire perché accorciare senza leggere l’età della vegetazione può togliere possibilità alla raccolta futura.

La chioma, allora, smette di essere soltanto una forma da rendere ordinata. È fatta di parti che hanno già prodotto, crescita recente da conservare e germogli da valutare per il rinnovo. Sono funzioni diverse, anche quando i rami sembrano tutti verdi allo stesso modo.

La rogna cambia l’organizzazione del lavoro

Su alcuni rami compaiono tubercoli e sono ancora visibili le ferite di una grandinata. Qui entra un’altra domanda: come evitare di trasferire un problema mentre si passa da un olivo all’altro?

Marco racconta che lascia le piante colpite per ultime e richiama la disinfezione degli attrezzi nel passaggio verso quelle sane. La gestione sanitaria richiede attenzione propria: togliere un ramo per dare luce e togliere una parte malata non sono la stessa decisione.

La scheda agronomica della Regione Toscana sulla rogna richiama la potatura in periodi asciutti e la riduzione dei grossi tagli. Per diagnosi e gestione della malattia serve valutare il caso concreto; il confronto con la scelta tra recupero e reimpianto di olivi molto danneggiati mostra quanto possano cambiare le condizioni da una pianta all’altra.

Polloni e succhioni dell’olivo: prima del taglio, una domanda

La cosa che mi porto via dal lavoro con Marco è quel ricaccio lasciato al suo posto. All’inizio sembrava un ramo da eliminare; guardando la branca vicina è diventato una possibilità per la pianta.

Prima di chiudere la forbice, quindi, la domanda utile è questa: che funzione avrà quel ramo? Se so rispondere, il taglio ha un motivo. Se non lo so ancora, mi fermo a leggere meglio l’olivo. È da lì che una pulizia diventa una potatura ragionata.

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Per i ricacci piccoli trovi una forbice a taglio passante; per i tagli che richiedono una sega, un seghetto manuale pieghevole. Sono alternative da confrontare con diametro e stato del ramo, non i modelli identificati come quelli usati da Marco. La lama da 190 mm del Bahco indica la lunghezza della lama, non una capacità di taglio di 19 centimetri. Nessuno dei due attrezzi sostituisce la scelta agronomica o le cure di pulizia e disinfezione.

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Fonte: video originale di Matt The Farmer su YouTube.

Chi sono

Matteo Fiocco

Sono Matteo Fiocco, agricoltore e autore di Matt The Farmer. Provo attrezzi e novità nella mia azienda agricola, cerco soluzioni utili e racconto l’esperienza sul campo. Orto, macchinari, animali e progetti sono occasioni per scoprire, fare domande e confrontarmi con la community.

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