Una macchina arriva con il rimorchio carico di balloni, una più compatta si muove nell’allevamento e un’altra lavora con la benna. È osservando questi passaggi che i telescopici agricoli Magni THA diventano più interessanti di una semplice lista di potenze e portate.

Durante la visita in un’azienda agricola in Emilia abbiamo seguito tre modelli: THA 3.6, THA 3,5.7 e THA 5.8. Il filo della prova è come cambiano il lavoro, gli spazi e le funzioni necessarie. Una macchina più grande non risponde automaticamente meglio a tutte e tre le situazioni.

I tre modelli: le differenze da cui partire

La denominazione commerciale dà un riferimento, ma non sostituisce i dati tecnici. Nella presentazione del video le altezze vengono arrotondate; per il confronto uso le schede ufficiali consultate il 7 novembre 2026.

Modello Portata massima dichiarata Altezza massima dichiarata Potenza nominale
THA 3.6 3.000 kg 5,8 m 55,4 kW
THA 3,5.7 3.500 kg 6,5 m 85 kW
THA 5.8 5.000 kg 7,7 m 125 kW, circa 170 CV

Portata massima e altezza massima sono limiti distinti. Non significa poter portare il carico massimo a qualunque sbraccio o quota. Per il singolo lavoro conta il diagramma relativo a macchina, accessorio e configurazione effettivi.

La prova si concentra soprattutto sul THA 5.8. Gli altri due ci aiutano a leggere le esigenze di compattezza e movimentazione presenti nella stessa azienda. Non abbiamo svolto un confronto strumentale di produttività fra i tre modelli.

Vista anteriore del telescopico Magni durante la presentazione in azienda agricola.
Vista anteriore del telescopico Magni durante la presentazione in azienda agricola. Fotogramma originale, 3:00.

Sul THA 5.8 l’assale anteriore partecipa a più funzioni

Con Marco mi fermo davanti alla macchina per capire il sistema di cilindri. Nella spiegazione distinguiamo livellamento del telaio, traslazione laterale del carico e funzione di sospensione. Sono risposte a esigenze differenti, riunite nella stessa architettura.

La traslazione laterale mi interessa quando arrivo vicino al punto di deposito senza essere perfettamente allineato. Nell’esempio discusso può evitare una nuova manovra dell’intera macchina per correggere di poco la posizione. Non significa che ogni errore di avvicinamento si risolva dal posto di guida: bisogna restare nelle condizioni operative ammesse.

Le sospensioni vengono presentate anche in relazione ai trasferimenti e al lavoro in campo. L’effetto sul comfort è una parte dell’esperienza della giornata; non abbiamo misurato vibrazioni o tempi di ciclo. Per valutarlo nella propria azienda proverei il mezzo sul percorso reale, con il carico e l’accessorio previsti.

Riconoscimento dell’accessorio e diagramma di carico

Durante la visita cambiano gli accessori perché cambiano le attività. Il riconoscimento automatico serve a richiamare la configurazione pertinente sul sistema di bordo. Sul monitor osserviamo il diagramma di carico e ci viene mostrato l’intervento del limitatore durante lo sbraccio.

Questo è un aiuto concreto alla gestione, ma lo leggerei insieme a un principio operativo: non autorizza a ignorare terreno, stabilità, baricentro del carico, persone presenti o istruzioni del costruttore. Il fatto che in una dimostrazione il movimento si arresti non garantisce l’assenza di ogni possibile ribaltamento.

L’Ispettorato nazionale del lavoro, nella scheda sul ribaltamento dei carrelli, richiama proprio il rispetto del diagramma, delle caratteristiche del carico e delle condizioni di movimentazione. È il contesto necessario per apprezzare l’assistenza elettronica senza attribuirle capacità assolute.

Prima della scelta chiederei una dimostrazione con l’accessorio che userò davvero, leggendo la relativa curva. Il numero in grande sulla scheda del telescopico è soltanto il primo dato del confronto.

Comandi e tastierino nella cabina mostrata durante la prova Magni.
Comandi e tastierino nella cabina mostrata durante la prova Magni. Fotogramma originale, 9:10.

In cabina: visibilità, monitor e comandi che posso ritrovare al tatto

Sul THA 5.8 ci soffermiamo sullo spazio disponibile, sulle superfici vetrate e sull’organizzazione dei comandi. Il Magni Combi Touch System raccoglie informazioni e funzioni sul monitor; la tastiera configurabile permette di portare vicino alla mano quelle utilizzate più spesso.

L’esempio che mi convince è lasciare visibile il diagramma e richiamare una funzione dal tastierino, senza cambiare continuamente pagina. Per chi ripete molte volte un ciclo può essere una differenza pratica, da verificare con il proprio modo di lavorare.

La cabina sospesa del modello principale si inserisce nello stesso ragionamento di comfort. Nel confronto fra allestimenti, però, controllerei quali dotazioni siano di serie e quali dipendano da versione o opzioni: l’esperienza sulla macchina presente non certifica automaticamente ogni esemplare della gamma.

La benna: ritorno a una posizione e scuotimento

Nel lavoro con la benna vengono illustrate la memorizzazione di una posizione del braccio e la funzione di scuotimento. La prima aiuta a ritrovare un assetto ripetibile durante il ciclo; la seconda viene mostrata per favorire lo svuotamento dell’attrezzatura.

Il valore va cercato nel numero di movimenti che queste funzioni possono semplificare. Restano da controllare traiettoria, visibilità e spazio libero: automatizzare un movimento non elimina la necessità di verificare l’area di lavoro.

Nella presentazione finale compare anche il Vertical Lift, che coordina movimenti del braccio per il sollevamento verticale con un comando. Per un acquisto chiederei di verificarne disponibilità e funzionamento sull’allestimento esatto, invece di attribuire tutte le funzioni viste a ogni modello agricolo.

Traino e trasferimenti: verificare la configurazione concreta

La visita comprende anche il trasporto dei balloni con rimorchio. Per il THA 5.8 il costruttore dichiara una velocità massima di 50 km/h; la configurazione effettiva e i documenti della macchina rimangono il riferimento per l’uso previsto.

Nel confronto si parla di frenatura del rimorchio e di collegamenti idraulici posteriori. Non considererei una capacità di traino citata a voce come il limite automaticamente valido per ogni esemplare, rimorchio o impiego: chiederei l’abbinamento ammesso e la documentazione pertinente.

L’interesse organizzativo è capire se lo stesso mezzo possa caricare, trasferire e tornare ad altre attività. Per valutarlo servono distanze, accessi, rimorchi e attrezzature reali. La visita mostra una possibilità di lavoro, non dimostra che ogni azienda possa rinunciare a un altro trattore.

Come imposterei una prova prima di scegliere

Partirei dai punti più stretti e dai carichi abituali, non dal modello con la portata più alta. Annoterei passaggi, quota di deposito, sbraccio necessario e cicli di carico, poi chiederei di provarli con il mezzo e gli accessori adatti.

Un confronto utile comprenderebbe:

  • dimensioni e manovrabilità negli spazi dell’azienda;
  • portate nelle posizioni di lavoro effettive;
  • accessori riconosciuti e configurazioni disponibili;
  • visibilità e facilità dei comandi per l’operatore;
  • trasferimenti, abbinamenti e assistenza;
  • costi di acquisto e di gestione riferiti allo stesso impiego.

Per orientarsi fra proposte diverse resta utile anche il percorso su come leggere macchine e tecnologie in fiera. La scheda tecnica serve a restringere le opzioni; la prova nel proprio lavoro serve a capire quale soluzione abbia senso.

Quello che porto via dalla giornata è il legame fra funzioni e attività. Il telescopico compatto, quello intermedio e il modello principale non sono soltanto tre dimensioni della stessa risposta: aiutano a fare domande diverse sul lavoro da organizzare. È da quelle domande che comincerei la scelta.

La prova completa

Video originale del 6 novembre 2026, realizzato in collaborazione con Magni Telescopic Handlers. La visita documenta applicazioni e spiegazioni del costruttore; non è una comparativa indipendente con tutti i concorrenti. Le schede ufficiali e la gamma agricola THA sono collegate per approfondire versioni e dotazioni; i concessionari Magni permettono di verificare una configurazione specifica.

Chi sono

Matteo Fiocco

Sono Matteo Fiocco, agricoltore e autore di Matt The Farmer. Provo attrezzi e novità nella mia azienda agricola, cerco soluzioni utili e racconto l’esperienza sul campo. Orto, macchinari, animali e progetti sono occasioni per scoprire, fare domande e confrontarmi con la community.

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