La prima prova dell’undercutter per cipolle comincia quando il grosso della raccolta è già finito. Mi interessano proprio i bulbi rimasti sotto: quelli che sfuggono alla mano quando il terreno è duro e che poi ritrovo passando la vangatrice. Nei primi metri ne ricompaiono quattro, poi cinque. È abbastanza per farmi venire voglia di capire meglio quell’attrezzo.

L’idea è alleggerire la parte più faticosa della raccolta senza passare subito a una macchina complessa. Ho scelto di cominciare dalle rimanenze perché non conosco ancora il risultato: prima voglio vedere come lavora, senza affidargli tutto il prodotto della stagione.

Che cosa chiedo all’undercutter per cipolle

Un conto è raccogliere con la forca una piccola quantità; un altro è cercare bulbi dispersi in un appezzamento dal suolo tenace. L’undercutter che provo deve passare sotto e smuovere il terreno, rendendo più facile ritrovare gli ortaggi e prenderli a mano. La raccolta e la selezione restano da fare.

Distinguo questa soluzione semplice dai sistemi con lame vibranti. Come riferimento della tipologia, DSV descrive il proprio Undercutter Simply come un attrezzo a griglia per scavare e sollevare ortaggi, senza collegamento alla presa di forza. La scheda del produttore aiuta a capire il principio; non basta per attribuire al mio esemplare una versione, una misura o una configurazione esatta.

La domanda pratica è se il passaggio riesca a liberare il prodotto nel mio terreno. Non sto provando un sistema che carica automaticamente le cipolle su un rimorchio: cerco una fase intermedia fra scavare tutto a mano e una raccolta più meccanizzata.

I primi bulbi riaffiorano, ma la messa a punto resta aperta

Le cipolle che compaiono sono una bella sorpresa, ma la lama non entra come vorrei. In alcuni tratti tende a grattare e continuo a osservare la profondità raggiunta. Faccio diversi tentativi sul collegamento al trattore ed esprimo anche i miei dubbi, perché sto ancora cercando di capire il comportamento dell’insieme.

Durante la prova compare anche una persona usata provvisoriamente come zavorra: è un’improvvisazione pericolosa, da non riprodurre. L’assetto della macchina richiede le indicazioni del costruttore e componenti previsti per quell’uso; una persona sopra l’attrezzo non è una soluzione di regolazione. La guida HSE sull’uso delle macchine agricole richiama i rischi delle regolazioni improvvisate e della mancata applicazione delle procedure sicure.

Quando controllo il terreno dopo il passaggio, trovo altre cipolle e riesco a sfilarle a mano più facilmente. È questo che mi entusiasma: ortaggi che avrei lasciato lì diventano di nuovo visibili. La soddisfazione non equivale però ad avere già definito la configurazione corretta per il lavoro successivo.

Le barbabietole fanno vedere sia il recupero sia il danno

Passo poi sulle barbabietole rimaste, anche qui dopo avere già raccolto gran parte del prodotto. Dopo la passata le trovo in superficie e posso selezionarle mentre le raccolgo. Alcune sono ancora consistenti e mi dispiace pensare a quante, negli anni, siano rimaste nel terreno.

Nel controllo compare però anche una radice tagliata vicino al bordo dell’attrezzo. Questo dettaglio cambia il giudizio: far riaffiorare un ortaggio e recuperarlo integro sono due risultati da verificare separatamente. La posizione rispetto alla proda conta, e una singola passata riuscita non dimostra che tutto il prodotto sia stato preservato.

Rimane inoltre la vegetazione sopra il terreno, che rende il lavoro meno pulito di quanto vorrei. Alla fine ho diversi aspetti da valutare insieme: ciò che riemerge, ciò che rimane sotto, i danni e il tempo necessario per completare la raccolta. Qui non ho rilevato pesi recuperati o ore risparmiate con un confronto organizzato.

Sui bulbi da fiore l’argilla secca ferma l’entusiasmo

L’ultima prova mi porta nell’area dei fiori, dove avevamo i teli con i bulbi. Mi piacerebbe recuperarli con lo stesso principio, ma il terreno si solleva in blocchi duri. Un bulbo può rimanere incastrato nella zolla e temo di romperlo cercando di liberarlo.

In quel punto l’attrezzo non sta lavorando come desidero. Ragiono su condizioni del terreno diverse, ma non ho ancora una strategia verificata. Anche l’idea di intervenire dopo una bagnatura resta un’ipotesi del momento: non diventa una prescrizione di lavorare il suolo molto bagnato o una garanzia di recuperare i bulbi senza danni.

Chiudo la giornata con una possibilità concreta e un problema ancora da risolvere. Sulle rimanenze di cipolle e barbabietole ho visto prodotto riemergere; sui bulbi da fiore ho visto quanto l’argilla secca possa cambiare il risultato. Per decidere se l’undercutter entrerà davvero nel mio lavoro, il prossimo confronto dovrà guardare anche all’integrità del prodotto e a un assetto definito correttamente, non soltanto al piacere di ritrovare una bella cipolla.

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Se devi recuperare poche piante a mano puoi valutare la forca da giardino Draper 88789, con impugnatura a Y. È una proposta alternativa, non l’attrezzo usato nella prova e non l’equivalente dell’undercutter. Valuta lo stato del terreno e lavora tenendo conto della posizione dei bulbi, senza aspettarti l’integrità di ogni cipolla.

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La prima prova sul terreno di Matt

Il video originale è stato pubblicato il 13 agosto 2026 e dichiara la presenza di prodotti sponsorizzati. La data di pubblicazione non identifica necessariamente il giorno della prova.

Guarda il video

Fonte: video originale di Matt The Farmer su YouTube.

Chi sono

Matteo Fiocco

Sono Matteo Fiocco, agricoltore e autore di Matt The Farmer. Provo attrezzi e novità nella mia azienda agricola, cerco soluzioni utili e racconto l’esperienza sul campo. Orto, macchinari, animali e progetti sono occasioni per scoprire, fare domande e confrontarmi con la community.

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