Vendo gli ortaggi e mi dimentico le zucchine per casa. È successo più volte: mia moglie me le chiedeva, il raccolto arrivava ai clienti e poi la spesa della famiglia finiva al supermercato. Eppure ero partito proprio dall’idea di un orto per la famiglia, un pezzo di terra da coltivare e da vivere.

Quella dimenticanza mi ha riportato alla domanda da cui ero partito. Gli ortaggi c’erano, il lavoro procedeva, l’azienda era cresciuta. A essere rimasto indietro era un gesto che, all’inizio, dava senso a tutto il resto: portare a casa quello che avevo coltivato.

Prima dell’azienda volevo una piccola fattoria domestica

Quando ho comprato il primo pezzetto di terra immaginavo una realtà fatta di cose diverse: orto, galline, altri animali, un po’ di vigna e frutta. Volevo produrre qualcosa per me e avere uno spazio nel quale fermarmi con gli amici, soprattutto nelle sere d’estate.

La parte produttiva e quella di vita stavano nello stesso progetto. Coltivare voleva dire seguire le piante, raccogliere, mangiare e condividere. Nel progetto c’era anche questo: avere un posto in cui ritrovarsi con gli amici.

Poi quella realtà è diventata un’azienda agricola. Ho cominciato a vendere gli ortaggi, a organizzare raccolti e consegne, a costruire un’attività che chiedeva sempre più attenzione. Il cambiamento ha portato possibilità nuove e ha spostato, poco alla volta, le priorità delle giornate.

Le zucchine mancanti mi hanno fatto vedere il problema

Produrre e vendere è diventato sempre più spesso il traguardo immediato. Prima c’erano le esigenze dei clienti, poi un altro lavoro da chiudere e un’altra cosa da sistemare. Portare gli ortaggi a casa finiva in fondo alla lista, fino a sparire.

La richiesta di mia moglie era semplice: delle zucchine per la cucina. Io passavo la giornata fra gli ortaggi e riuscivo a dimenticarle. Nel ripetersi di quella scena ho riconosciuto quanto mi fossi allontanato dall’idea iniziale.

La dimenticanza non era una scelta ragionata. Proprio per questo mi ha colpito: potevo continuare a far crescere l’attività senza accorgermi di quanto poco spazio lasciassi alla parte che avevo voluto per me e per la mia famiglia.

Anche le conserve erano diventate qualcosa da rimandare

Lo stesso cambiamento si vedeva in cucina. Per due anni avevo lasciato da parte marmellate, passate e altri trasformati che prima facevo volentieri. Ricordo i peperoni in conserva, le puntarelle, la passata di pomodoro e i sughi: lavori legati a quello che l’orto offriva nelle diverse stagioni.

Col tempo avevo cominciato a viverli come un’altra incombenza. C’era sempre qualcosa di più urgente, e anche il piacere di usare il raccolto poteva aspettare. Finché mi sono reso conto che stavo aspettando da parecchio.

Ripensarci mi ha aiutato a rendere la decisione concreta. Voglio tornare a destinare tempo e una parte degli ortaggi alla cucina di casa. È un’intenzione che porto dentro il lavoro dell’azienda, dando un posto riconoscibile anche a ciò che avevo continuato a rimandare.

Un orto per la famiglia ha bisogno anche di tempo da viverci

La riflessione è partita dalla curiosità per gli orti di altre persone e mi ha riportato alla mia esperienza. Il richiamo che sento sta nei gesti: seguire una pianta, ritrovare il raccolto sulla tavola, stare nel terreno con qualcuno a cui voglio bene.

È un significato personale, che non pretende di spiegare perché chiunque altro scelga di coltivare. Per me ha a che fare con il motivo per cui avevo comprato quel pezzo di terra. Continuare a ricordarlo cambia il modo in cui decido di usarne il tempo.

Da qui nasce anche l’angolo per stare insieme. La pergola Pergolux entra nel progetto come spazio per la famiglia e gli amici. Dopo i primi utilizzi mi accorgo di voler completare l’ombra e alcune parti laterali: vivere un posto fa emergere esigenze che prima avevo considerato meno.

Il progetto continua così ad aggiustarsi attorno alle persone che lo usano. Mi interessa poter restare in orto anche quando una giornata di lavoro è finita, sedermi e condividere quello spazio che altrimenti rischierei di attraversare sempre di fretta.

La decisione comincia dalla spesa da portare a casa

Il lavoro economico dell’azienda e il rapporto con i clienti restano importanti. Dentro quell’impegno voglio ritrovare anche un centro personale: portare a casa gli ortaggi, riprendere le trasformazioni e concedermi il tempo necessario per farlo.

Per ora la decisione si riassume in un gesto molto semplice: stasera la spesa la porto a casa. Riprendere a fare conserve è il passo che voglio rimettere in calendario. Il suo valore, per me, è tornare a usare ciò che coltivo e dare spazio alla ragione da cui ero partito.

Se anche tu hai un orto, può essere utile fermarti su questa domanda: quale parte del raccolto e del tempo stai tenendo per viverlo? La mia risposta comincia da quelle zucchine dimenticate. Dopo tutto il lavoro fatto per farle crescere, voglio che arrivino anche sulla nostra tavola.

L’angolo per stare insieme prende forma anche nel racconto del montaggio della pergola alla Brina.

La riflessione sul raccolto e la collaborazione Pergolux

Il contenuto originale è stato pubblicato su YouTube il 21 luglio 2026, contiene prodotti sponsorizzati ed è realizzato in collaborazione con Pergolux. La pergola è parte dello spazio per la famiglia e gli amici raccontato nell’esperienza.

Chi sono

Matteo Fiocco

Sono Matteo Fiocco, agricoltore e autore di Matt The Farmer. Provo attrezzi e novità nella mia azienda agricola, cerco soluzioni utili e racconto l’esperienza sul campo. Orto, macchinari, animali e progetti sono occasioni per scoprire, fare domande e confrontarmi con la community.

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