Tagliare il prato con il trattorino sembra un lavoro semplice finché non incontri tutti i pezzi del giardino: i bordi, gli irrigatori, le foglie, una zona con l’erba più alta e un’altra molto più fitta. Nella mia giornata con lo STIGA Estate 384e il lavoro comincia proprio da qui. Prima di sedermi al volante devo preparare il passaggio; dopo le prime strisce devo capire quale ritmo lascia il risultato che cerco.

La comodità di stare seduti si sente, ma la differenza più interessante emerge quando cambio zona. Il giardino chiede di osservare, correggere e controllare anche con una macchina capace di raccogliere l’erba mentre avanza.

Prima del trattorino vengono bordi e pulizia

Parto con il decespugliatore nei punti che il piatto del trattorino non raggiunge bene. Lungo i bordi e vicino agli irrigatori serve un lavoro di rifinitura: se lo rimando, alla fine avrò una bella superficie centrale con tutto il contorno ancora da sistemare. È una parte meno spettacolare del giro, eppure cambia subito l’aspetto del prato.

Poi ci sono le foglie. Per radunarle posso usare un soffiatore oppure un rastrello, a seconda della zona e di quello che ho a disposizione. La preparazione del terreno di passaggio conta anche per individuare e togliere gli oggetti estranei prima del taglio. Le prove più impegnative di una macchina restano prove: accumulare rametti o altro materiale davanti alle lame non è un modo di preparare il giardino.

Anche il momento scelto ha un peso. La guida RHS al taglio del prato invita a evitare erba bagnata o gelata e terreno molto cedevole. Una passata riuscita durante una dimostrazione non rende indifferenti le condizioni del prato nelle giornate successive.

Il prato fitto mi fa cambiare passo

Nella prima parte del giro guardo come la macchina affronta il materiale da raccogliere e come si muove negli angoli. Quando passo all’altra zona, quella realizzata con prato a rotoli, trovo un tappeto molto più fitto. Qui diventa evidente una cosa: posso avanzare più in fretta, ma devo guardare che cosa lascio dietro di me.

Se aumento troppo il ritmo vedo del materiale rimasto sul terreno. Rallentando ottengo la finitura che preferisco. È il confronto concreto della giornata: stesso operatore, stessa macchina, due situazioni diverse. Per questo non ricavo una velocità giusta per tutti dal tempo impiegato su una singola striscia.

Mi fermo a osservare il prato tagliato, la raccolta e l’uniformità del risultato. Un motore che continua a lavorare senza fermarsi racconta solo una parte della prova; il lavoro è soddisfacente quando anche quello che rimane a terra corrisponde all’obiettivo. Nel mio caso voglio raccogliere e lasciare la superficie pulita.

Batterie estraibili: organizzare il giro e la ricarica

L’Estate 384e provato utilizza il sistema di batterie estraibili ePower Pro. La possibilità di gestire le batterie separatamente dal trattorino entra nell’organizzazione del lavoro: dove ricaricarle, con quale dotazione partire e come distribuire le diverse zone da tagliare.

La scheda ufficiale STIGA presenta una configurazione con una o due batterie e riporta superfici massime riferite al taglio leggero in modalità ECO. Sono indicazioni del produttore, da leggere insieme alla dotazione: la pagina precisa che le batterie non sono incluse. Nella mia uscita non ho misurato l’autonomia con un protocollo comparativo, quindi non posso trasformare quelle superfici nel risultato ottenibile su qualunque prato.

La raccolta fa parte del lavoro fino allo svuotamento

Il cesto mi permette di affrontare una parte consistente del giardino prima di svuotare. Durante il giro faccio anche una stima della superficie coperta con un carico, ma la quantità di erba cambia con altezza e densità: quel conto rimane una valutazione della giornata. Quando arriva la segnalazione di pieno, completo lo svuotamento con il comando a leva.

Raccogliere significa prevedere anche dove portare lo sfalcio e quanto è comodo raggiungere quel punto. È un dettaglio che può pesare parecchio in un giardino suddiviso in più aree. La scelta comprende tutto il giro, dal primo bordo fino all’ultimo cesto.

La raccolta, inoltre, è una modalità di gestione del prato. Il mulching correttamente eseguito segue una logica diversa: la RHS spiega che sminuzza finemente i residui e li restituisce al tappeto erboso. Non basta vedere un po’ di erba tagliata per concludere che ogni residuo sia un problema; serve capire come si sta tagliando e quale risultato si vuole ottenere.

La macchina giusta deve adattarsi al giardino reale

Alla fine della prova mi piace soprattutto la comodità di affrontare più zone e gestire la raccolta restando sul trattorino. Il dato più utile da portarsi a casa, però, è il cambio di ritmo sul prato fitto: prima si guarda il risultato, poi si decide come procedere. Superficie, passaggi, rifiniture e gestione dello sfalcio danno alla scelta una forma molto più concreta del solo numero di metri quadrati dichiarati.

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Lo STIGA Estate 384e è il modello al centro della prova. Il collegamento propone il codice 2T2210481/ST1, con piatto da 84 cm e batterie escluse. Confronta il sistema ePower Pro compatibile e la dotazione dell’offerta con il lavoro del tuo giardino: la configurazione acquistata non comprende automaticamente gli accessori o le batterie presenti nella dimostrazione.

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La prova dello STIGA Estate 384e

Il video originale, pubblicato il 22 maggio 2026, dichiara prodotti sponsorizzati STIGA.

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Fonte: video originale di Matt The Farmer su YouTube.

Chi sono

Matteo Fiocco

Sono Matteo Fiocco, agricoltore e autore di Matt The Farmer. Provo attrezzi e novità nella mia azienda agricola, cerco soluzioni utili e racconto l’esperienza sul campo. Orto, macchinari, animali e progetti sono occasioni per scoprire, fare domande e confrontarmi con la community.

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