Tengo i tronchi lunghi, li spacco e rimando a dopo il taglio alla lunghezza finale. È il ciclo di lavoro in cui inserisco lo spaccalegna a PTO BullMach BM-LS-PTO 22 V. Nella prova raccontata il 28 gennaio 2026 sono da Mauro: davanti abbiamo ceppi di dimensioni diverse e, soprattutto, legno con nodi che rende la prova meno regolare di quanto sembri sulla carta.

La macchina mi interessa per la forza dichiarata, ma anche per ciò che succede prima e dopo lo spacco. Il tronco va caricato, sostenuto, diviso e poi trasportato o tagliato. Se guardo soltanto il momento in cui il cuneo entra nel legno, mi perdo buona parte del lavoro.

Perché preferisco spaccare il legno ancora lungo

Quando preparo la legna posso seguire due organizzazioni: sezionare subito i tronchi alla lunghezza finale e poi dividerli, oppure spaccarli ancora lunghi e tagliarli successivamente. La seconda è quella che preferisco nel mio caso.

Trovo i tronchi lunghi comodi da caricare sul carro. Non sempre so quando avrò tempo per finire la legna, quindi mi piace portare il materiale dove potrò riprenderlo nei momenti liberi. Dopo lo spacco rimane il taglio alla lunghezza utile e la sistemazione in legnaia.

Questo spiega la scelta di una macchina verticale per tronchi lunghi. Non è il metodo da trasferire a chiunque: cambia il modo di movimentare il materiale e richiede che macchina, ceppi e organizzazione siano compatibili. La sequenza che mi piace diventa utile solo se funziona nell’intero cantiere.

Spaccalegna a PTO: i dati della macchina e il limite dei ceppi

Il modello della prova è il BullMach BM-LS-PTO 22 V, collegato al trattore tramite presa di forza. Le 22 tonnellate sono la spinta dichiarata: durante il lavoro ne apprezzo il comportamento, ma non misuro quella forza con strumenti di prova.

C’è un dato da chiarire prima di parlare dei ceppi grandi. La scheda AgriEuro del modello indica tronchi da 8 a 35 cm di diametro e fino a 110 cm di altezza. Il riferimento a un metro di diametro nel titolo del video non estende questi limiti e non va usato per scegliere la macchina.

La stessa pagina richiama le difficoltà dei legni a fibra molto contorta e con frequenti nodi. Sono condizioni da valutare insieme alle dimensioni ammesse e alle istruzioni dell’esemplare. Una prova su un ceppo impegnativo non dimostra che qualunque pezzo simile sia lavorabile correttamente.

Davanti ai nodi, la potenza non risolve tutto

Durante il lavoro torno più volte su questo punto: il legno cambia. Un pezzo regolare e uno attraversato da nodi non sono la stessa prova. La macchina mi soddisfa sui pezzi lavorati, ma davanti a uno particolarmente complesso arrivo a dire che, affrontato così, non ce la farebbe.

È un limite che vale la pena mantenere dentro il racconto. Non significa cercare il modo di forzare la macchina, ma riconoscere che quel materiale richiede una valutazione diversa. Il ceppo da affrontare deve rientrare nell’uso consentito, non diventare una sfida per vedere fino a dove si può arrivare.

Per questo il numero delle tonnellate, da solo, mi dice poco sull’organizzazione della giornata. Mi interessa anche capire quali pezzi posso gestire e come cambiano movimentazione e lavoro quando la struttura del legno si complica.

Il peso del tronco conta quanto lo spacco

Fra le caratteristiche su cui mi soffermo ci sono il sollevatore laterale, i supporti e i comandi a due mani. Sono elementi legati al fatto che i pezzi lunghi possono essere molto pesanti. Il caricamento diventa una parte centrale della prova, non un gesto secondario prima di azionare il cuneo.

Nel lavoro ci diamo anche una mano a gestire il materiale. Questo non va trasformato nella procedura di una persona che tiene il ceppo mentre un’altra aziona lo spaccalegna: mani e persone devono rimanere fuori dalla zona pericolosa durante l’azione della macchina. Il modo di organizzare l’assistenza va definito dalle istruzioni e dalla valutazione del lavoro.

Le schede tecniche interregionali pubblicate dalla Regione Piemonte, nella parte sugli spaccalegna a cuneo, richiamano proprio protezione della zona di taglio e comandi. Non basta vedere una paratia o un sollevatore per considerare sicuro qualsiasi modo di caricare e trattenere il legno.

Fra le caratteristiche c’è anche la corsa regolabile del pistone. È un elemento da considerare insieme alla lunghezza dei pezzi; per impostazioni, abbinamento al trattore e manutenzione servono le istruzioni specifiche della macchina.

La PTO mi interessa per dove posso organizzare il lavoro

Preferisco questa configurazione perché il trattore mi permette di ragionare su postazioni diverse. Immagino lo spacco vicino al materiale da caricare e il taglio finale nel punto di rimessaggio. Nella giornata della prova l’organizzazione è diversa: quella in campo è una possibilità che sto descrivendo, non un ciclo già completato e cronometrato.

Il ragionamento resta concreto: quanto materiale devo muovere, dove passa il carro e dove finiranno i pezzi una volta divisi? È questo che vorrei far funzionare, invece di scegliere la macchina soltanto per la spinta più alta disponibile.

Durante la prova lavoro in una giornata fresca e non riscontro problemi di riscaldamento nel periodo raccontato. È un’impressione limitata a quelle condizioni. Non diventa una garanzia di lavoro continuo con qualsiasi temperatura, né una misura del consumo del trattore.

Il lavoro finisce quando la legna trova posto

Alla pausa rimangono pezzi già divisi da tagliare e ricoverare. È il punto d’arrivo utile di questa prova: la macchina ha lavorato dentro la sequenza che preferisco, ma il ciclo della legna non si conclude quando il ceppo si apre.

Prima di scegliere uno spaccalegna a PTO, partirei quindi dal materiale abituale e dal percorso completo: dimensioni consentite, movimentazione, spacco, taglio e stoccaggio. La forza serve; la scelta diventa sensata quando tutti questi passaggi si tengono insieme, senza chiedere alla dimostrazione di sostituire i limiti e le istruzioni della macchina.

Trasparenza: il video è realizzato in collaborazione con AgriEuro e dichiara prodotti sponsorizzati. Questo è il riferimento commerciale allo spaccalegna indicato nella fonte.

Per orientarti nel collegamento al trattore puoi approfondire la differenza fra presa di forza, idraulica e sollevatore.

La prova originale del 28 gennaio 2026

Approfondisci nel video originale sul BullMach BM-LS-PTO 22 V, tenendo presenti i limiti della macchina riportati sopra.

Chi sono

Matteo Fiocco

Sono Matteo Fiocco, agricoltore e autore di Matt The Farmer. Provo attrezzi e novità nella mia azienda agricola, cerco soluzioni utili e racconto l’esperienza sul campo. Orto, macchinari, animali e progetti sono occasioni per scoprire, fare domande e confrontarmi con la community.

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