Il trattore può avere finito la passata e avere ancora parecchio lavoro davanti: una svolta, il viaggio con il rimorchio, un’attesa con il motore acceso. Tutti quei minuti hanno un costo. Il gasolio è la parte più visibile, ma insieme viaggiano il tempo di chi guida, la manutenzione e il denaro investito nella macchina.
Capire il costo orario del trattore significa mettere insieme queste voci e collegarle ai lavori che svolge davvero. Ho portato questa domanda all’azienda agraria dell’Università di Bologna, dove i ricercatori raccolgono dati dalle macchine agricole. La scoperta interessante è quanto cambi il conto quando, oltre a sapere per quante ore il mezzo è rimasto acceso, riesci a distinguere come le ha impiegate.
Costo orario del trattore: le voci da tenere insieme
Il pieno si paga subito; una quota del costo di acquisto, invece, accompagna la macchina nel tempo. Per leggere il costo di una lavorazione servono entrambe le cose. Durante il confronto con i ricercatori entrano nel conto carburante, reagente a base di urea sui mezzi che lo richiedono, manodopera, acquisto e manutenzione.
Le informazioni economiche e quelle della macchina devono quindi incontrarsi. Il trattore può registrare come viene impiegato il motore, ma l’importo dell’acquisto e il costo del lavoro devono arrivare da altre informazioni aziendali. È questo passaggio a trasformare una raccolta di numeri in uno strumento utile per decidere.
Lo stesso approccio è descritto nella ricerca dell’Università di Bologna sui costi delle flotte agricole: dati operativi acquisiti dal CAN bus e parametri economici vengono uniti per attribuire costi alle attività. La domanda diventa concreta: quanto costa quel lavoro, nelle condizioni in cui viene eseguito?
Il CAN bus permette di ascoltare il lavoro della macchina
Il CAN bus è la rete attraverso cui comunicano i sottosistemi elettronici del veicolo. Motore, cambio, sollevatore e altri componenti possono mettere a disposizione informazioni utili a ricostruire l’impiego del trattore.
La quantità di dati cambia da mezzo a mezzo. Se il controllo elettronico riguarda soprattutto il motore, si possono trovare informazioni come regime e consumo. Quando anche cambio e sollevatore sono gestiti elettronicamente, il quadro può arricchirsi. Per sapere che cosa si può leggere dal proprio trattore occorre verificarne l’architettura e il sistema di acquisizione adatto.
Nella prova a Bologna un acquisitore registra questi dati e permette poi di scaricarli al computer. Il collegamento che vediamo riguarda quella macchina e quel dispositivo: riconoscere una presa diagnostica non basta a scegliere qualunque adattatore e ottenere automaticamente la stessa analisi.
Una curva e una ripartenza fanno parte del conto
Sulla pista sperimentale accompagno i ricercatori in una simulazione di trasporto. Il rettilineo, la curva e la ripartenza servono a osservare come cambiano velocità, regime e consumo. Si parte da una situazione controllata per leggere meglio il rapporto fra ciò che fa il trattore e le risorse che impiega.
Il passaggio mi interessa perché somiglia a tanti lavori agricoli. Con uno spandiletame o un rimorchio, una parte della giornata si svolge negli spostamenti. La massa trasportata e il tempo passato sulla strada entrano nell’operazione tanto quanto la fase in campo.
I ricercatori spiegano anche perché serva questa attenzione: ripetere in campo due condizioni perfettamente uguali è difficile. Suolo, giornata e lavoro cambiano. La pista aiuta a isolare alcuni aspetti; il monitoraggio delle macchine al lavoro aggiunge ciò che accade nelle aziende.
Trentacinque o oltre centoquaranta euro all’ora: come leggere i numeri
Nel confronto del settembre 2026 vengono riportati questi riferimenti, ricavati dalla flotta monitorata:
| Potenza del trattore | Costo orario riferito nella ricerca |
|---|---|
| Fra 80 e 110 CV | Circa 35 euro all’ora |
| Oltre 320 CV | Può superare 140 euro all’ora |
Sono risultati riferiti a quei mezzi e a quell’analisi. Per usarli nel ragionamento sulla propria azienda bisogna prima capire che cosa comprende il calcolo e confrontarlo con i propri costi, gli attrezzi abbinati e le operazioni da eseguire. Il costo di una macchina e la tariffa da proporre a un cliente rispondono a domande diverse.
Ancora più interessante è la composizione del conto. Per i trattori fra 80 e 110 CV, i ricercatori indicano il carburante intorno al 15% e la manodopera fino al 55%. Per quelli oltre 320 CV, il carburante può arrivare al 40%, mentre la manodopera scende sotto il 15%.
Questo cambia il punto da cui cominciare a cercare efficienza. Una voce che sembra enorme guardando una macchina può pesare molto meno su un’altra. Prima di inseguire un risparmio, conviene vedere dove si sta formando il costo.
Le ore di lavoro diventano più utili quando sai che cosa contengono
Gli algoritmi presentati dai ricercatori cercano di riconoscere lo stato operativo del trattore: fermo al minimo, in trasporto, in passata o in svolta. Un totale di ore viene così scomposto in attività sulle quali si può ragionare.
Per un contoterzista questo aiuta a confrontare due lavori che, sulla carta, sembrano uguali. Possono richiedere tempi di trasporto diversi o incontrare un terreno più tenace. La tariffa ha bisogno di tenere conto delle condizioni concrete; conoscere come si distribuiscono tempo e risorse rende più chiaro il confronto con il cliente.
Per chi gestisce i propri appezzamenti, il primo passo può essere scegliere una lavorazione da seguire con ordine: macchina e attrezzo usati, superficie, tempi, spostamenti, carburante e condizioni incontrate. Le registrazioni manuali e quelle automatiche hanno livelli di dettaglio diversi; in entrambi i casi il valore cresce quando i dati descrivono lo stesso lavoro in modo confrontabile.
Scegliere il prossimo trattore partendo dall’azienda
È qui che torno alla domanda iniziale sull’acquisto. Se una lavorazione comprende molti trasporti, devo considerare anche quello nell’allestimento e nel dimensionamento del mezzo. Se acquisto potenza che utilizzerò raramente, il prezzo iniziale sarà soltanto una parte dell’impegno da sostenere.
I dati servono a mettere alla prova la scelta: quali lavori deve fare il trattore, per quanto tempo e con quali attrezzi? Il confronto con il tecnico e con chi segue i conti dell’azienda diventa più preciso quando posso portare queste informazioni, insieme alle caratteristiche della macchina che sto valutando.
Il lavoro rientra nel progetto REMUNERA, dedicato al monitoraggio economico dei processi produttivi agricoli. Durante l’incontro i ricercatori collegano i dati raccolti allo sviluppo dell’applicativo Agricosti. La pagina del progetto è il riferimento per seguirne attività e materiali.
Chi sta preparando un investimento può continuare anche con le domande da chiarire prima di presentare un progetto agricolo alla banca: il lavoro da organizzare viene prima della richiesta di denaro.
La cosa che porto a casa da Bologna è un criterio da usare già nella prossima lavorazione: mettere accanto al risultato ottenuto il tempo e le risorse che sono serviti. Prima di scegliere un altro trattore, vale la pena capire bene il lavoro di quello che c’è già.
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Per approfondire i costi delle attrezzature e il business plan aziendale, puoi guardare la guida «Aprire un’azienda agricola», di Fabrizio Santori.
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La visita all’Università di Bologna
Puoi seguire la dimostrazione nel video originale di Matt The Farmer, pubblicato il 22 settembre 2026. La descrizione dichiara la collaborazione con i partner del progetto REMUNERA e la presenza di prodotti sponsorizzati.
Guarda il video
Fonte: video originale di Matt The Farmer su YouTube.