Mi abbasso lungo il filare e cerco il grappolo più vicino al terreno. Intorno ci sono foglie, getti laterali e pomodori già formati: prima di avvicinare la forbice voglio capire che cosa sto guardando. La stessa pianta cambia aspetto quando riesco a seguirne il fusto dal basso verso l’alto.
Togliere le foglie ai pomodori richiede una scelta sulla pianta, sul suo sviluppo e sul modo in cui viene allevata. Nei miei filari del giugno 2025 lavoro su piante già grandi, sostenute, con più palchi di frutti. Parto dalla base, poi risalgo per controllare anche le femminelle.
Togliere le foglie ai pomodori: prima individuo il palco
Il palco è il grappolo di fiori o frutti. Sul pomodoro che ho davanti individuo quello più basso e osservo la vegetazione sottostante: è il riferimento da cui comincio a ripulire la base.
In un punto il primo grappolo è particolarmente basso. Mi fermo a valutare anche il tratto sopra, mentre su un’altra pianta la disposizione è diversa. Questo passaggio racconta bene il lavoro: il riferimento si adatta a quello che trovo, pianta per pianta.
I circa 50 centimetri citati durante la potatura appartengono a un caso con pomodori alti circa un metro e mezzo. Per decidere quanto intervenire contano la vegetazione presente, i frutti e il sistema di allevamento. Una piantina appena trapiantata presenta condizioni completamente diverse.
Foglie e femminelle hanno ruoli diversi
Risalendo lungo il fusto incontro le femminelle, i getti che nascono nell’angolo tra fusto e ramo fogliare. Riconoscerle aiuta a scegliere il taglio: una foglia è parte della superficie che alimenta la pianta attraverso la fotosintesi; un getto laterale può sviluppare un nuovo asse.
Nelle piante che sto seguendo mantengo una forma guidata e controllo i getti laterali. La guida RHS ai pomodori distingue questa gestione delle piante a sviluppo indeterminato da quella dei pomodori a cespuglio, nei quali i getti laterali vengono generalmente lasciati crescere. Prima di applicare un metodo bisogna quindi conoscere la varietà.
Il riconoscimento si può approfondire con la regola delle tre dita per individuare le femminelle. Qui il lavoro comprende anche la vegetazione bassa e il controllo complessivo della forma.
Alleggerire la base conservando foglie utili
Una delle cose che voglio correggere è il contatto delle foglie con la terra. Man mano che procedo, la base diventa più leggibile e riesco a vedere meglio il fusto, i grappoli e le legature.
Durante la spiegazione richiamo anche la necessità di contenere la quantità di verde rimossa. Non misuro la superficie fogliare: l’attenzione pratica è evitare una pulizia indiscriminata. Le foglie continuano a servire alla crescita e alla protezione dei frutti.
Su quest’ultimo punto la University of Maryland Extension ricorda il rischio di scottature quando i frutti vengono esposti a sole diretto e prolungato. Perciò aprire la pianta richiede equilibrio: lasciare i pomodori improvvisamente scoperti può creare un altro problema.
La rimozione della vegetazione bassa è un intervento colturale; da sola non dimostra che una pianta sia protetta dalla peronospora e non permette di decidere un trattamento. La salute del filare va seguita nel suo insieme.
La forbice sottile aiuta a raggiungere il punto del taglio
Per questi passaggi uso una forbice da vigneto con lame lunghe e sottili. Mi piace perché riesco a entrare nel punto su cui sto lavorando, tra foglie e fusto, senza avere una cesoia ingombrante davanti al taglio.
Su alcune piante le femminelle sono già vigorose; su altre le vedo appena comparse. Procedere con continuità rende più facile accorgersi dei nuovi getti. Una forbice adatta al lavoro va accompagnata dalla cura della pulizia, soprattutto se si incontrano piante con sintomi sospetti.
La scheda UMN sui virus del pomodoro include l’igiene degli utensili tra le pratiche di gestione. Un buon taglio comprende anche il modo in cui ci si sposta da una pianta all’altra.
Il passaggio nel filare continua anche dopo i tagli
Nel 2025 sto seguendo queste piante con più continuità rispetto alla stagione precedente. Il giro mi permette di vedere nuovi getti, legature da sistemare e differenze tra una pianta e la successiva.
Osservo anche qualche foglia ripiegata e controllo il terreno. Una foglia arricciata, presa da sola, non identifica una carenza: prima di aggiungere acqua o concime servono altri riscontri. Ne parlo anche nel lavoro su irrigazione dell’orto e controllo dell’umidità.
Per togliere le foglie ai pomodori parto quindi da una domanda concreta: quale parte sto tagliando e che cosa voglio ottenere su questa pianta? Alla fine guardo indietro lungo il filare e ne leggo meglio la forma. Poi torno al pomodoro successivo: c’è ancora un getto da riconoscere, una legatura da seguire, un pezzo di stagione da costruire.
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Esperienza documentata nel video originale di Matt The Farmer, pubblicato il 20 giugno 2025. Il video contiene prodotti sponsorizzati.