Due cassette di radicchi possono sembrare quasi uguali. Eppure possono decidere se raccoglierai tutto nella stessa settimana oppure continuerai a portare qualcosa in cucina anche dopo. È una delle scelte a cui presto più attenzione quando preparo i trapianti autunnali.

Per trapiantare a settembre parto da quello che sta già producendo e da ciò che vorrei raccogliere nei mesi successivi. Sedano, biete, finocchi, lattughe e cavoli trovano posto in questo disegno. Il nome dell’ortaggio è il primo passo; varietà, ciclo e destinazione in campo o in serra completano la scelta.

Trapiantare a settembre: guarda oltre il nome sulla cassetta

Con i radicchi il ragionamento diventa chiarissimo. Avevo scelto Verona precoce e Verona tardivo: stesso richiamo nel nome, tempi diversi nel programma dell’orto. Mettendo insieme precoci e tardivi cerco di distribuire le raccolte, invece di ritrovarmi con molte piante pronte tutte insieme.

Prima di acquistare le piantine chiederei quindi al vivaio tre cose: se quella varietà è adatta al periodo nella mia zona, quale sviluppo aspettarmi e quando dovrebbe entrare in raccolta. Poi confronterei queste informazioni con lo spazio libero e con le piante già presenti. Anche il pane di terra e le foglie meritano un controllo: ho raccolto i passaggi nell’articolo su come scegliere le piantine da orto.

Nell’orto di casa aggiungerei una domanda molto concreta: quanta insalata riusciremo davvero a consumare? Il programma può partire da poche piante scelte bene, da seguire e raccogliere con continuità.

Le cassette raccontano già diversi mesi di orto

Nel mio assortimento autunnale ci sono ortaggi che uso spesso e varietà che voglio conoscere meglio. Li organizzo per gruppi, così è più facile confrontare quello che occuperà ogni proda.

  • Sedano da costa, finocchi e biete. Al sedano affianco finocchi presentati dal vivaio come “senza filo” e biete a coste bianche e colorate. Le biete arcobaleno portano anche un colore bellissimo fra le file.
  • Lattughe, cicorie e radicchi. Fra le scelte ci sono cappuccia, gentile, canasta, iceberg, catalogna e scarola, oltre ai radicchi precoci e tardivi. Qui il confronto fra cicli diventa particolarmente utile per distribuire i tagli.
  • Cavoli e broccoli. Preparo cappucci verdi e rossi, romanesco, broccolo calabrese, cavolo nero, fiolaro e diversi cavolfiori. Sui cartellini continuo a cercare varietà e ciclo, perché “cavolfiore” da solo dice ancora poco del posto che occuperà nel programma.
  • Scelte da provare. Ci sono rapa navona, verza Savoy King e cavoletti di Bruxelles. Questi ultimi, in quella stagione, erano una novità per me: mi piacevano e volevo cominciare a coltivarli.

Questa è la composizione del mio lavoro di settembre 2024. Per usarla nel tuo orto scegli i gruppi che ti interessano e verifica le varietà disponibili localmente. Una cassetta pronta al trapianto e una bustina ancora da seminare hanno tempi di partenza diversi.

Le zucchine President hanno una destinazione precisa

Fra quelle piantine c’erano anche le zucchine President. L’anno precedente mi avevano dato una produzione lunga; per il nuovo ciclo avevo programmato di metterle in serra. La destinazione era parte della scelta fin dall’inizio.

Quando si vuole allungare una coltivazione estiva, guarderei insieme temperatura, protezione disponibile e tempo rimasto per lo sviluppo. Una buona esperienza in un’annata aiuta a scegliere una prova per quella successiva, da verificare durante la stagione. Non assegna una data di raccolta valida per tutti i campi.

Lo stesso criterio serve con i fagiolini e con le altre colture sensibili al freddo. La guida RHS agli ortaggi invernali mette in relazione raccolta, epoca di avvio e protezioni: molti ortaggi che mangiamo in inverno cominciano il loro percorso molto prima.

Un orto avviato lascia spazio al passaggio successivo

In quel momento una parte delle mie prode era già produttiva, altre stavano entrando in produzione e altre ancora aspettavano le piantine. Questa successione mi permette di lavorare sull’assortimento, invece di concentrare tutto in un unico trapianto.

Quando una coltura libera il posto, posso decidere che cosa verrà dopo. Prima, però, devo immaginare le dimensioni delle piante e i rispettivi tempi. Nell’articolo su come organizzo i trapianti lavorando in due il progetto diventa una distribuzione concreta fra cavoli e insalate.

Terrei anche un piccolo schema con varietà, data del trapianto e prime raccolte. Bastano poche annotazioni per confrontare l’idea iniziale con il risultato: una varietà troppo precoce per le proprie necessità oppure un gruppo di piante da distribuire in due momenti.

Dalle cassette al primo controllo delle foglie

Scelte le varietà, il lavoro continua con acqua e condizioni del trapianto. A settembre, nel mio campo, le temperature potevano essere ancora alte: organizzare la giornata e tornare a vedere le piantine faceva parte della preparazione.

Controllo anche le foglie dei cavoli e quello che succede attorno alle piante. Un danno va osservato prima di decidere un intervento; le scelte dipendono da ciò che troviamo davvero. Per il controllo dopo la messa a dimora puoi partire dalle piantine che si afflosciano dopo il trapianto.

Il prossimo raccolto comincia qui: scegli poche varietà di cui conosci il ciclo, assegna loro un posto e segna che cosa vuoi raccogliere prima e dopo. Sarà molto più facile capire quali cassette portare a casa e seguire la stagione mentre cambia.

L’esperienza di partenza è quella del settembre 2024. Il video di approfondimento è stato realizzato in collaborazione con Azienda Agricola Palazzina, da cui provengono le piantine presentate.

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Guarda il video

Fonte: video originale di Matt The Farmer su YouTube.

Chi sono

Matteo Fiocco

Sono Matteo Fiocco, agricoltore e autore di Matt The Farmer. Provo attrezzi e novità nella mia azienda agricola, cerco soluzioni utili e racconto l’esperienza sul campo. Orto, macchinari, animali e progetti sono occasioni per scoprire, fare domande e confrontarmi con la community.

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